Realizzazione di un canestro in vimini
di
Autore Nome
Autore Codice
Settore disciplinare
Beni entnoantropologici
Specifiche Cronologiche
Periodo Da
Periodo A
Definizione
Realizzazione di un canestro in vimini
Tipo di Bene
Bene etnoantropologico immateriale
Interesse Culturale
Titolo
Realizzazione di un canestro in vimimi
Stato
Italia
Sistema di riferimento
Latitudine
Longitudine
Tipo Scheda
SCAN
Stato Conservazione
Restauri e Interventi
Caratteri Ambientali
Tipologia Contenitore Fisico
Ambito di tutela
demoetnoantropologico
Categoria generale
BENI IMMATERIALI
Categoria disciplinare
TECNICHE
Tipologia
Indirizzo
nr
Denominazione Contenitore Fisico
Codice Contenitore Fisico
Denominazione Contenitore Giuridico
Codice Contenitore Giuridico
Comune Catastale
Tipo Catasto
Foglio Catastale
Particelle
Tipo Localizzazione
Tipo Georeferenziazione
Riferimento Cronologico
Fascia Cronologica
XXI sec.
Descrizione Bene
Il cestaio una volta recisi i ramoscelli dall’arbusto ( la pianta utilizzata è generamente il salice che cresce lungo le rive dei fiumi), e li priva delle innumerevoli foglioline verdi, seleziona i vimini più robusti e resistenti, tagliandoli a misura a seconda dell’oggettoche va ad ordire, creando il fondo (o la base) del canestro. Invece i ramoscelli più sottili e flessibili vengono attorcigliati fra di loro, cadendo alla precisa pressione della dita che danno loro la forma desiderata. Il colore delle ceste dipende dai ramoscelli utilizzati che possono essere essiccati e quindi di colore chiaro oppure freschi e perciò di colore verdastro o purpureo.Il rametto da scorticare viene fatto scivolare all’interno della fessura di una canna tagliata a metà, avendo l’accortezza di far combaciare con la pressione delle dita i due lembi di quest’ultimo. dopo aver scorticato i rametti si prosegue, sempre manualmente, al loro intreccio nel più breve tempo possibile oppure si procede alla loro essicazione al sole per poterli conservare a lungo. In questo caso all’occorrenza, per lo più nella stagione invernale, prima di utilizzarli bisogna immergerli in acqua per almeno un’ora affinchè riacquistino la flessibilità originaria che permetta di piegarli varie volte senza correre il rischio di spezzarli, il materiale può anche essere sottoposto a trattamenti tradizionali naturali che ne esaltano la lucentezza e la flessibilità. Questi passaggi, ancora oggi seguiti con metodi tramandati dai maestri artigiani, sono fondamentali per preservare la fibra e renderla idonea all’intreccio
Regione
Basilicata
Provincia
PZ
Comune
San Fele
Ambito Culturale
ambito lucano
Notizie Storiche
Materia e Tecniche
Tipo Misura
Unità Misura
Valore Misura

